La Dynasphere: l'auto a una sola ruota che quasi rivoluzionò i trasporti nel 1930
Nel 1930, l'ingegnere britannico John Archibald Purves brevettò qualcosa di impensabile: un'automobile familiare a un'unica ruota gigante di 3 metri di altezza, nella quale il conducente sedeva all'interno mentre questa girava attorno a lui. Si chiamava la Dynasphere — ed è esistita davvero.
Ispirato da un disegno di Leonardo da Vinci, Purves costruì due prototipi tra il 1930 e il 1932. Uno con motore termico a due cilindri, l'altro elettrico. Nel 1932, portò la sua creazione sulle spiagge di Weston-super-Mare nel Somerset — la sabbia scelta per attutire eventuali cadute. I cinegiornali Pathé filmarono la scena. La Dynasphere raggiunse i 48 km/h. Purves la portò persino a girare sul leggendario circuito di Brooklands, fianco a fianco con vere auto da corsa.
Ma la macchina nascondeva problemi fondamentali impossibili da risolvere: il cosiddetto 'gerbiling' (i passeggeri ruotavano come un pendolo durante una frenata brusca), uno sterzo quasi incontrollabile, e la tendenza a proiettare acqua e fango direttamente sugli occupanti alla minima pozzanghera.
Due prototipi. Mai più. Dopo il 1932, la Dynasphere scomparve — non perché l'idea fosse stupida, ma perché l'automobile a quattro ruote aveva già trovato una risposta più semplice, più sicura e più confortevole alla stessa domanda.



